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La levatrice di ieri, l’ostetrica di oggi!

Una donna, oggi mamma, mi ha chiesto di scrivere questo articolo con l’obiettivo di divulgare un’informazione corretta e allo stesso tempo ampliare le conoscenze di donne e madri che ancora non sanno chi è l’ostetrica nella sua interezza.

Potrebbe sembrare una richiesta scontata ma è con piacere che colgo l’occasione di raccontare da ostetrica, il “mestiere” più antico di tutti i tempi.

Perché è ancora così importante definire questo antico mestiere?
Forse perché nel tempo quel mestiere ricco di un antico sapere ha cambiato nome e poi forma, o forse perché è circondato da tanto mistero ed è questo il motivo principale per cui non se ne parla o forse, semplicemente, non si da abbastanza spazio alla descrizione di un mestiere degno di molta attenzione.

Negli ’30 era denominata “levatrice”, quella donna che collaborava con il medico di base del paese, era la guida per le donne in gravidanza e si recava nelle case delle donne in travaglio, con ogni mezzo disponibile, garantiva il supporto e l’assistenza al parto e al puerperio.

Negli anni ’90, poi, il termine levatrice viene sostituito con “ostetrica” e con la legge 42/1999 “Disposizioni in materia di professioni sanitarie” l’ostetrica diviene professionista sanitaria e quindi all’interno di questa si riconoscono i tre diritti fondamentali della professione intellettuale: l’autonomia decisionale, l’indipendenza culturale e operativa e la responsabilità professionale.

Perché è importante la storia?
Perché le ostetriche che oggi operano sul territorio, con coscienza e professionalità, e che offrono assistenza continua e personalizzata alla donna e alla coppia, arrivano dalla storia scritta dalle levatrici.

Infatti, ogni ostetrica si affida al codice deontologico che recita: “l’ostetrica si impegna a promuovere la salute globale e riproduttiva della persona fornendo un’informazione corretta, appropriata e personalizzata rispetto agli stili di vita”.

È riconosciuta come la professionista responsabile del percorso nascita, ha la peculiarità di garantire un approccio globale alla donna-madre e al bambino prima, durante e dopo l’evento nascita.

Opera in partnership con le donne fornendo loro il necessario supporto, la cura e i consigli durante la gravidanza, il travaglio, il parto e nel post parto, l’assistenza al parto sotto la propria responsabilità e prestando cura al neonato e al bambino, nelle varie fasi della crescita fino al primo anno di età.

Tutto ciò è chiamato salutogenesi, ossia fornire salute alla donna e alla famiglia, per mezzo del counselling, dell’educazione sanitaria e prenatale e della preparazione alla genitorialità.

Questa è l’essenza di un sapere tanto antico!

Dove possiamo trovare l’ostetrica?
Accanto alla donna in tutte le fasi del suo ciclo vitale, dalla prima mestruazione, alla scoperta di essere in gravidanza, al travaglio, al parto, in puerperio e quando il corpo della donna cambia nuovamente verso la menopausa.

Certo, quanto descritto non è sempre facile da comprendere, considerando che ad oggi, purtroppo, siamo inseriti in un sistema che vede al centro il ginecologo e che lo identifica quale
“amministratore” esclusivo di genere e l’ostetrica “accessorio” della sala parto.

Ci siamo chiesti che forse al centro di ogni esperienza dovrebbe esserci la donna stessa?

Una volta raggiunta la risposta allora è bene riportare le donne all’ostetrica e le ostetriche alle donne, per rispettare la fisiologia e la naturalità dell’intero percorso nascita.

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